Unico.

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Un viaggio culinario attraverso l’Alto Adige - e oltre a ciò

Un’entusiasmante varietà di strutture vizia il palato, aromi che ispirano e infatuano i sensi. Il nostro chef Marc Bernhart vi porta su un vagabondaggio tra le montagne sudtirolesi, le campagne mediterranee  e destinazioni esotici. Il giovane artista di cucina va volentieri al di là del proprio naso senza perdere di vista le sue radici. L’intervista rivela un po´di più della sua passione:

Che cosa aspetta l’ospite  al Hotel Weisses Kreuz?

Una cucina cross-over moderna e rinfrescante. Aromi altoatesini autentici trovate tano sui piatti quanto specialità internazionali. Così si trova da noi sia canederli vigorosi che la pasta fatta in casa oppure il fegato d’anatra francese e il curry tailandese. 

Inoltre molto importante per me é: preparare le varie parti di un animale e non limitare tutto sul filetto. Da una parte è una questione di rispetto e dall'altra lo trovo molto interessante inserire in un piatto le animelle o il midollo osseo del vitello. Sempre preparato con raffinatezza, tanto entusiasmo ed’ alta qualità.

La qualità é di particolare importanza?

Assolutamente! Noi facciamo il nostro Speck. Mio papa ci fornisce il miele delle proprie api e le uova delle nostre galline. Poco tempo fa abbiamo anche iniziato coll’allevamento di manzo Wagyu. Questi prodotti fanno altrettanto parte della mia cucina come un luccio d'Atlantico oppure le cape sante della Norvegia. Semplicemente perché gli aromi sono i migliori. Questi prodotti naturalmente richiedono la massima premura. Per questo motivo è molto importante la perfezione artigianale. Cerchiamo di fare tutto in casa – paste, ravioli, gnocchi, focaccia.... Anche il nostro pasticcere da sempre il suo meglio: praline, torte, panini …tutto fatto a mano.

Come vuoi descrivere il tuo stile personale?

Non é facile – non é ne solo regionale  ne solo mediterraneo  - è mio! Sono un gaudente puro e cuoco di tutto il mio cuore. Inoltre ho un debole per le novità. Ogni volta quando trovo o assaggio cose nuove che mi piacciono, cerco di inserirle nei miei piatti. Il punto più importante è sempre evidenziare il sapore proprio del prodotto. 

Dopo tanti anni nella gastronomia internazionale di alto livello sei tornato a Burgusio! Che cosa ci trovi di particolare?

Naturalmente la gente! Prima di tutti la mia fidanzata Mara Theiner, lei e il ‚Weisses Kreuz‘ sono il motivo principale per cui sono tornato a casa. Poi anche tanti bei ricordi. Le mie prime esperienze nella cucina - nell’albergo di mia zia – dove sicuramente è nata la mia passione per questo mestiere. 

Dopo gli anni come apprendista ho girato nei migliori alberghi  - come per esempio a Kitzbühl, Lech e Zurigo. Avevo la possibilità di imparare dai migliori – come Christopher Engel, Bobby Bräuer, Bruno Sojer, Gerhard Wieser e Stefan Heilemann.  Devo ringraziare anche loro – mi hanno aiutato a diventare il cuoco che sono oggi. È per me sia un regalo che una sfida: essere responsabile del godimento culinario dei nostri ospiti.